Lo “Swap Party” può essere considerato una forma di mercato alternativa, e soprattutto sostenibile, che basa il proprio meccanismo di funzionamento non su uno scambio economico e monetario, ma bensì prevede uno “swap”; cioè uno scambio, un baratto di beni.

Tramite lo swap party è infatti possibile scambiare libri, vestiti e accessori moda, oggettistica varia, dispositivi elettronici, etc. Tutti i beni scambiati allo swap party possono essere sia di prima mano “firsthand”; ovvero comprati, ma mai usati, provenienti da stock di magazzino – ad esempio nel caso di vestiti; o di seconda mano “secondhand”, comprati ed usati, ma a tutti gli effetti in buono stato.

Quindi, lo swap party è un modo per trovare delle occasioni a costo zero e per porre un freno alla fast fashion, cioè al consumismo che porta a comprare a prezzi bassi e qualità scadente. Questo è stato il principale obiettivo su cui si è basata la proposta di swap party a Taranto. Pensiamo sia importante rivalutare la mentalità usa e getta, frenare il consumismo e conseguentemente la generazione di rifiuti legati al mondo della moda. Per sua natura, lo swap party, che non è da paragonare ai mercatini delle pulci o negozi dell’usato, è sostenibile in quanto mercato di Economia Circolare (CE, Circular Economy).

Infatti, secondo il principio della CE; “ciò che è rifiuto per qualcuno è risorsa per qualcun altro”. Allo swap party i partecipanti portano propri averi, di cui vogliono disfarsi, ricevendone in cambio di nuovi. Proponendo ai suoi partecipanti oggetti già in circolo nell’economia, lo swap party è all’insegna del sostenibile, riducendo l’impatto sulle risorse naturali, e non, e l’impiego di queste per la produzione massificata a cui siamo abituati.

Lo swap party rientra nello Slow Fashion Movement, che tra i vari principi, promuove il rispetto dei diritti dei lavoratori e delle risorse impiegate nell’ambito dell’industria tessile.

Un pò di storia

Torniamo indietro nel tempo per comprenderne l’origine. Alcune ricerche da parte dello studioso Belk su questa tipologia di mercato, affermano che le prime iniziative di swap party le ritroviamo nell’America del ‘88. Qui, lo swap party cade sotto la dicitura di “swap meet” ed è considerato alla stregua dei mercatini delle pulci, in un conglomerato di attività pseudo commerciali che risentono dello stile hippie anni ‘70. Altre notizie rintracciano la presenza dello swap party ai primi anni 2000 quando Lucy Shea, fondatrice dell’agenzia di comunicazione inglese Futerra, organizza i cosiddetti “swishing events”.

A questi eventi, o party, i partecipanti possono riunirsi e scambiare i propri vestiti e accessori moda. Durante le prime due decadi del 21° secolo il fenomeno dello swap party si è sviluppato latente, acquistando maggiore notorietà dopo la crisi del 2007, ma rimanendo in buona parte nell’ombra del mercato della moda mainstream, conosciuto maggiormente come alternativa sostenibile per consumatori di nicchia. Pensare che un progetto così alternativo, basato sulla cultura del riuso, avanguardistico quanto mai più attuale, possa approdare a Taranto, sembrerebbe ai limiti dell’utopistico. Al contrario di quanto si possa pensare, così non è stato.

Lo Swap Party a Taranto

Grazie alla collaborazione con l’associazione Contatto Aps e ai ragazzi del progetto Pitagora 32, ho avuto la possibilità di trasmutare questo progetto dalla carta alla realtà. Contatto Aps è una associazione di promozione sociale che accompagna persone e organizzazioni nella generazione di speranza tramite percorsi maieutici di emersione dei talenti, orientamento lavorativo comunitario, servizi a favore di imprese nascenti e in trasformazione, nell’ottica dell’ecologia integrale.

Pitagora 32 è un progetto dell’associazione Contatto che mira a rigenerare il pensiero per innescare processi, rivolto ai giovani dai 16 ai 26 anni. È un incubatore di idee e progetti proposti dai ragazzi per i ragazzi, che mira ad investire sul territorio tarantino. I partecipanti al progetto hanno proposto varie idee, tra cui swap party, la bottega della carità – charity shop, realizzazione di poster di arte aumentata, corsi di videomaker etc. Il primo evento swap party si è tenuto giorno 30 maggio in città vecchia, presso Pendio la Riccia – Discesa Vasto.

Inizialmente, non è stato semplice immaginare e progettare ogni dettaglio di un qualcosa che, per quanto ne sapevamo, avrebbe anche potuto non vedere mai la luce. I risultati di questo primo evento sono andati ben oltre le nostre aspettative. Abbiamo cercato di rendere questo evento quanto più inclusivo possibile con l’obbiettivo di recuperare senso di comunità e condivisione messi a dura prova lungo questo anno. Ciò che per te non ha valore, potrebbe averlo per qualcun altro.

Questo il leit motiv che ci ha guidato durante questo percorso e concetto su cui abbiamo costruito lo Swap Party a Taranto; sensibilizzare ad un consumo responsabile. E’ stato interessante ricevere feedback da parte dei partecipanti che hanno trovato questa esperienza rilassante; acquistando nuovi capi senza spendere denaro al contempo liberando spazio nell’armadio senza doversi sentire costretti a buttare nel cassonetto abiti in buono stato usati pochissime volte.

Siamo costantemente alla ricerca di giovani tarantini che vogliano entrare a far parte del nostro staff per dedicarsi, non solo allo swap party, ma anche a tutti i progetti di Pitagora 32.

Inoltre, ricordiamo  che, in data 1 dicembre 2021, si terrà l'evento presso la sede di Giurisprudenza di Taranto in via Duomo 259. 

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