“Buonasera Signor Giacomo, sono Maria Liliana dell’associazione Operazione Spiagge Pulite, si ricorda di me?”

Nell’estate 2018, iniziò così la collaborazione con Giacomo Mongelli, uno degli esponenti dell’associazione “Plasticaqquà Taranto”.  L’associazione suddetta ai tempi era un gruppo informale impegnato in moltissime operazioni ed attività volte a sensibilizzare e ripulire la nostra città dagli agenti inquinanti. In questi anni nonostante l’emergenza COVID- 19  tale attività di sensibilizzazione alle tematiche ambientali non ha  avuto ostacoli, ampliandosi sempre di più attraverso  numerose raccolte volontarie dei rifiuti. Il numero delle raccolte dei rifiuti è incredibile, aggirandosi ad una novantina  a partire dal 2013 fino al 2020. Le raccolte sono state eseguite nei posti più disparati del territorio tarantino, comprendendo i diversi Lidi, la zona del Fiume Galeso, i quartieri Tramontone e Tamburi e infine, la stessa Città Vecchia.

Tali operazioni hanno consentito di rimuovere dall’ambiente circa 2420 sacchi di rifiuti indifferenziati e 258 sacchi di bottiglie di vetro, oltre ad ulteriori rifiuti particolarmente curiosi quali scarpe, sedie e tavolini, pneumatici, televisori ed altri ancora. Lo spirito guida di questa organizzazione, afferma Giacomo, è la convinzione che non esiste alcun metodo educativo più efficace nel dare l’esempio alle nuove generazioni.

Motivazione che in occasione del “World Clean-Up day” ha permesso la collaborazione con altre realtà che si sono sviluppate successivamente sul territorio Tarantino, quali “ siAMO TARANTO”, “Retake Taranto”, “così parlò Zarabusta” e, infine “Isola Pulita” accomunate dallo stesso fine: l’amore per la propria città. L’amministrazione comunale ha chiamato in raccolta tutte queste piccole realtà che con grande entusiasmo hanno portato avanti i propri progetti e le attività, dando vita ad un progetto denominato “Rete a raccolta”, con la finalità suprema di sensibilizzare la cittadinanza ad una maggiore attenzione alle tematiche di educazione ambientale e riciclaggio e di rispetto del comune senso civico.

Questo progetto ha agevolato soprattutto, il dialogo tra i residenti del quartiere Tamburi e l’amministrazione comunale, permettendo di evidenziare disagi e soluzioni. L’organizzazione Plasticaqquà ha inserito numerosi interventi all’interno delle scuole della città, effettuando piccole lezioni di educazione ambientale e civica, illustrando i livelli di inquinamento dei materiali a uso più comune, il loro arrivo nella catena alimentare tramite il mare e il corretto svolgimento della raccolta differenziata. Tale attività teorica è connessa ad una più pratica, espletata tramite laboratori creativi, i quali permettono di poter riciclare tali materiali. A tal fine, la biblioteca civica Acclavio ha indetto un progetto “B.a.s.e.qua.(BibliotecaAttivismoSvagoEcologiaQUArtiere) – sezione ragazzi Acclavio Kids”  rivolta in prima istanza ai bambini e alle loro famiglie, attraverso il quale gli esponenti dell’organizzazione, nelle vesti di pirati, invitano i più piccoli a unirsi alla loro ciurma per combattere insieme la stessa causa tramite laboratori di riciclaggio e l’enunciazione di alcune regole inerenti alla riduzione dei rifiuti. Recentemente, presso il parco Cimino di Taranto, ormai sede operativa e luogo di incontri settimanali per la realizzazione di tali progetti, l’organizzazione ha creato un eco-libreria. Consiste in un vero e proprio baratto: libri in cambio di plastica.

Il fine è quello di sensibilizzare le persone, ma soprattutto i bambini, ad una corretta raccolta differenziata che si esplica nella raccolta di bottiglie pulite e schiacciate per lato come richiesto dall’Amiu, ponendo maggiore attenzione all’uso, spesso smodato della plastica monouso, sostituendola con il vetro. Infine, i libri non letti possono acquisire una nuova vita, continuare a girare, essere letti da altre persone e diventare merce di scambio in una nuova-vecchia forma di piccola economia circolare. I risultati sono stati sorprendenti: si sono contati almeno un migliaio di bottiglie raccolte ogni week-end e centinaia di libri che hanno “ripreso vita”, grazie a quei bambini che, con tanta attenzione hanno contato e separato i tappi delle bottiglie di plastica al fine di poter essere accompagnati dai genitori a scegliere il proprio libro. Taranto, conosciuta come la città dei due mari, decantata nel canto georgico di Virgilio, spesso maltrattata, spesso dimenticata, può così essere riscattata grazie ad organizzazioni come Plasticaqquà, che da 7 anni grazie ai suoi esponenti si impegna attivamente nella promozione di attività, anche in cantiere, per la tutela e la salvaguardia del territorio. L’entusiasmo, la curiosità e l’impegno a curare l’ambiente dei bambini, rappresenta il carburante che guida tale organizzazione a non perdersi d’animo, ma, al contrario, a lottare per un futuro migliore.

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