Il Dipartimento Jonico in “Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: società, ambiente, culture”, con la scrupolosa e attenta guida e direzione dapprima dei Proff.ri Tafaro, Uricchio, Notarnicola e, attualmente, del Prof. Riccardo Pagano, si è distinto da sempre per le numerose iniziative, tra cui quelle integrative rispetto alla consueta attività didattica, organizzate di concerto con i Direttori del Consiglio di Interclasse, i Proff.ri Incampo, Mastroberti e Caterino e, di recente, la Prof.ssa Pamela Martino, che si sono tutti avvicendati nel laborioso compito di caratterizzare l’offerta formativa diversificandola e rendendola più consona alle esigenze prospettiche degli studenti di tutti i singoli Corsi istituiti presso l’affascinante sede del Dipartimento Jonico, sita nel centro storico di Taranto, lungo la via Duomo.

Oltre alle frequenti e numerosissime esperienze convegnistiche che i Docenti del Dipartimento hanno condiviso con Colleghi ed Esperti, di significativo rilievo è stato l’approccio pratico caratterizzato da una serie di attività finalizzate a rendere più appetibile e snella la complessa mole di nozioni e teorie accluse ai singoli programmi delle discipline fondamentali e opzionali. Spicca, tra le tante, la scelta di organizzare processi simulati rivelatasi, negli anni, indubbia opportunità – per gli studenti dei singoli corsi di Giurisprudenza e di Scienze giuridiche per l’immigrazione, i diritti umani e l’interculturalità – per mettere alla prova le proprie capacità oratorie e di ragionamento, indossando per la prima volta una toga. Il processo simulato si articola in due fasi è ha inizio con una preliminare fase scritta che vede le squadre (che si formano in aula) impegnate nella redazione di atti difensivi sulla base del caso pratico formulato da un comitato scientifico composto da Docenti, Avvocati e Magistrati che costituiscono il Collegio giudicante. Si tratta di un approccio alla scrittura che costituisce il profilo più interessante, in un percorso di studi da sempre troppo intriso di attività teorica, ovviamente preceduto da un corso breve di scrittura di atti processuali e da indicazioni e nozioni impartite in precedenza dal titolare della disciplina oggetto del processo simulato e dai cultori della materia. La seconda e ultima fase è quella che si svolge in una cornice davvero affascinante dell’Aula Magna o della sala conferenze del Dipartimento, ove le squadre ormai da anni si confrontano nella discussione orale del processo simulato dinanzi al Collegio giudicante.

Di recente si è svolta una simulazione processuale costituzionale all’esito della quale sono state scelte dapprima due squadre finaliste e, in conclusione, conferito il premio alla migliore squadra e al miglior oratore della competizione. Il Collegio giudicante ha conferito il riconoscimento di natura premiale alla squadra che ha conseguito il maggior punteggio, ottenuto dalla somma dei punteggi attribuiti nella fase scritta e in quella orale, oltre al premio conferito allo studente che ha discusso meglio degli altri le singole tesi difensive. Il contributo determinante è stato indubbiamente quello offerto dalle Rappresentanze studentesche che hanno affiancato gli studenti, con proficuo supporto, interagendo con i Docenti nella complessa ma affascinante fase organizzativa e partecipando attivamente anche alla prova finale. Hanno partecipato tutte le Rappresentanze “Studenti dei Due Mari”, “Progetto Taranto Universitaria” e “Giuristi Jonici”, in piena sinergia e con grande spirito di abnegazione.

Quella dei “processi simulati” è una tradizione risalente nel tempo (si pensi agli anni ‘60 e alle prime simulazioni costituzionali del Prof. Temistocle Martines) che rappresenta un tentativo di approccio pratico alle teorie giuridiche e alle regole processuali. La scelta di assegnare agli studenti una questione di legittimità costituzionale da trattare dinanzi ad un Collegio vestito dei panni di Corte costituzionale consente allo studente l’apprendimento dei principi, delle caratteristiche strutturali e delle dinamiche e delle modalità di svolgimento del processo costituzionale e consente di mettere a fuoco la problematicità degli istituti, alla luce della normativa nazionale, europea e convenzionale. Il giovane studente si prepara così al futuro e prova a collocare correttamente le norme processuali negli ambiti applicativi di riferimento e si approccia tangibilmente ai criteri interpretativi alla luce dei precetti costituzionali, cercando una terminologia specialistica e una tecnica espositiva quanto più accurata, costruendo con logicità le proprie argomentazioni. Non resta che auspicare che tra le numerose riforme universitarie, possa trovare una giusta collocazione una novella legislativa che possa rendere meno gravoso l’impatto dei neolaureati con il mondo del lavoro, anche con la previsione di prove scritte ed esercitazioni nel corso delle quali la teoria possa trovare un perfetto connubio con la pratica e che tali iniziative non siano lasciate alle singole proposte del corpo Docenti.

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