Ciao ! Da quanto tempo vivi fuori Italia e dove?  Se ti va, spiegami la tua storia.

Mi chiamo Alfredo Storino, ho 25 anni, sono Calabrese e sono nato a Cosenza. Ho vissuto fino a 19 anni a Terranova da Sibari, CS (soprannominata terra dei due Papi). Subito dopo aver conseguito il diploma al Liceo Scientifico, mi sono trasferito a Roma, dove ho studiato tre anni alla Sapienza e mi sono laureato in Fisioterapia con 110 e lode a novembre 2019. La mia storia è un po’ particolare, in quanto il giorno successivo alla mia laurea triennale sono partito per la Bulgaria per tentare il test di ingresso a medicina, mia passione da sempre. Questo è il motivo per il quale da ormai quasi due anni vivo fuori Italia, precisamente a Pleven, una città del nord in Bulgaria. Il motivo che mi ha spinto ad arrivare qui è la mia passione per la medicina, infatti da gennaio 2020 frequento la Medical University of Pleven e sono iscritto al secondo anno di medicina per studenti Internazionali, il quale è un corso tenuto in lingua inglese.

Quale aspetto della vita in Bulgaria ti ha colpito di più? 

Sicuramente tra i primi aspetti della vita in Bulgaria, se non il primo in assoluto che spicca al mio occhio, ma anche a quello di qualsiasi turista che visita la Bulgaria è il basso costo della vita. Qui è infatti possibile mantenere uno stile di vita più agiato, nonostante si è studenti.

La differenza che ho notato sin dai primi momenti è l’apparente freddezza dei cittadini Bulgari, la quale ho constatato solo dopo un po’ di tempo che è solo un loro modo di mostrarsi a primo impatto, dopo la prima chiacchierata diventano più gentili, simpatici e disponibile QUASI come noi italiani.

È difficile stabilirsi in Bulgaria per un italiano? Quali sono le difficoltà che si possono incontrare? Come hai fatto ad apprendere la lingua, integrarti, stabilirti legalmente in Bulgaria?

A mio parere non è semplicissimo trasferirsi qui, ma nemmeno difficile. A me è bastato poco tempo per adattarmi, poco meno di un mese. La prima difficoltà che ho incontrato è stata la lingua Bulgara, in quanto non la conoscevo. Per fortuna conoscendo l’inglese sono riuscito a superare questo ostacolo. Ma c’è un altro ostacolo, ovvero non conoscere l’alfabeto cirillico. Questo comporta difficoltà nel leggere praticamente tutto in Bulgaria, ma per fortuna anche questa parte è stata superata. Infatti nella mia università studiamo la lingua Bulgara, in quanto è necessaria per accedere ai tirocini in ospedale.

Cosa porteresti nella tua terra d’accoglienza della tua terra d’origine? E quali aspetti “esteri” invece porteresti nel tuo luogo natale ?

Potrà sembrare banale, ma la cucina italiana è tra le cose che più mi mancano qui. Non che non ci siano ottimi ristoranti, perché ne ho provati diversi, tra i quali i ristoranti tipici Bulgari e devo dire che sono rimasto molto sorpreso. 

Invece una particolarità che ho riscontrato qui è la cura che hanno verso i parchi. Vengono progettati e creati in modo minuzioso e soprattutto sono mantenuti e curati con costanza. 

È stata dura lasciare la tua terra? Perché?

Penso sia sempre un colpo al cuore lasciare la terra dove sei cresciuto e dove vivono i tuoi affetti più cari. Per cui ogni volta che riparto non è mai semplice. Ma il fatto di aver già studiato e vissuto a Roma per tre anni lontano da casa, mi ha reso meno duro partite per uno stato diverso da quello di provenienza. Inoltre quando si hanno obiettivi e passioni bisogna inseguirli nonostante le difficoltà come appunto la lontananza dalla terra natale.

Consiglieresti l’esperienza all’estero, più in particolare nel Paese dove vivi adesso ?

Assolutamente sì, sia dal punto di vista universitario che umano. Reputo che vivere e studiare all’estero sia una grande ed importante esperienza di crescita che tutti dovremmo affrontare. È un’apertura costruttiva nel modo di vedere tutto ciò che ci circonda, dai luoghi agli oggetti alle culture e soprattutto alle persone.

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