Il 10 dicembre 2018 alle ore 10:30 ci sarà un evento attraverso il quale poter cogliere importanti spunti sul tema della tutela ambientale, dello sviluppo eco-sostenibile e della frenetica corsa agli armamenti delle nazioni, mascherata dal solito clima di falsità e cortesia della politica internazionale.  Si terrà presso la Sala Conferenze della Sede di Giurisprudenza di Taranto, in via duomo n.259, nel borgo antico della città.

Una cosa che non tutti sanno e che c’è un paese nel mondo che ha preso la scelta di abolire l’esercito nazionale e risulta, in base alle ricerche della New Economics Foundation, centro studi con sede a Londra, il Paese al mondo dove meglio si realizzano le condizioni che generano serenità, benessere, appagamento e gioia di vivere.1

Mentre il mondo, dopo il vertice di Copenaghen del 2009, continua a discutere su come, quando e perché ridurre l’indice di inquinamento globale, vi è un piccolo paese del Centro America che ha imparato, attraverso il suo popolo, ad attraversare il cammino dello sviluppo eco-sostenibile e della contro-belligeranza che da oltre sessant’anni ha condotto a risultati che abbiamo espresso pocanzi.

Questo paese è la Costa Rica.

Durante la conferenza che si svolgerà nella Sede di Giurisprudenza di Taranto, si affronterà il tema delle coraggiose scelte affrontate dal governo di questo piccolo paese del Centro America, che hanno meritato l’attenzione di tutto il mondo e che per esso dovranno servire da esempio.

Oscar Arias, presidente di questa repubblica per due volte (1986 – 2010), esordì alla vigilia del vertice danese con un discorso di breve e rara chiarezza, nel quale pronunciò il suo pensiero: “Salvare il pianeta è più economico che distruggerlo. Con solo una percentuale dei tredicimila miliardi di dollari circa che si destineranno nei prossimi anni al finanziamento delle spese militari nei prossimi dieci anni, potremmo coprire tutti i costi per stabilizzare le emissioni di gas che provocano l’effetto serra. Il mondo ci chiede di avere coraggio, l’elementare coraggio di scegliere la vita e non un mancato accordo.” 2

Dieci tra i primi undici Paesi dell’Indice di felicità percepita dalla popolazione appartengo all’America Latina, mentre buona parte del mondo “industrializzato” mantiene una posizione medio-bassa nella classifica. Dando uno sguardo ai paesi dell’Europa continentale, l’Olanda si trova al 43° posto, Germania al 51°, Svizzera 52°, Belgio 64°, Italia 69°, Francia 71°, Regno Unito 74°, Norvegia 88°, Portogallo 98°, Danimarca 105°. Per alcuni altri paesi del mondo, il Giappone è al 75° posto, il Canada all’89°, Stati Uniti 114° posto.

Il Lussemburgo, che vanta il più alto PIL pro capite del mondo, è al 122° posto.3

Siamo davvero sicuri che un buon grado di industrializzazione e di ricchezza pro capite di una nazione sia prodromico e direttamente proporzionale ad un altrettanto grado di felicità dei propri cittadini?

Al contrario, i dati relativi a Stati Uniti, india e Cina raccolti negli ultimi venti anni mostrano chiaramente che il modello di sviluppo basato sul continuo aumento dei consumi comporta un inarrestabile decremento dell’indice di felicità. 4

Presentando la questione in prospettiva contemporanea, viene naturale pensare qualcosa: dopo anni e anni e anni di campagne di comunicazione, fiumi di parole, furie e ritirate tutte europee, ecco l’esempio lampante che conferma la solita parabola: “per ottenere i risultati è necessario agire, e dopo parlare”.

All’alba di alcune importanti riforme dell’ Unione Europea che hanno previsto l’abolizione della plastica monouso a partire dal 2021, e di alcune iperboliche affermazioni circa la creazione di un esercito europeo, le scelte più semplici ed economicamente più vantaggiose, fuori dagli schemi del sistema occidentale basati sui propri concetti di economia e ricchezza, si rivelano essere quelle più vicine alla nostra natura di essere umani, che invece, nella maggior parte dei Paesi del mondo, si dimostra solo scritta su pezzi di carta che tali rimangono fini a se stessi.

Comparando le due aspettative di eco compatibilità, L’Europa abolirà la plastica monouso dal 2021. La Costa Rica, ad oggi, conta il 95 percento dell’energia prodotta da fonti rinnovabili.

Questi ed altri importanti spunti potranno essere catturati nell’evento che verrà ospitato nella sede di Giurisprudenza del Dipartimento Jonico in Sistemi giuridici ed Economici del Mediterraneo, in prima linea nella ricerca per la tutela dell’ambiente e lo sviluppo sostenibile.

Il Comune di Taranto ha già fatto un pensiero…

Concludiamo con una frase da cultura contemporanea: “Il mondo cambia con il tuo esempio, non con la tua opinione”.

Share on facebook
Share on google
Share on twitter
Share on whatsapp

Add a Comment

Your email address will not be published. Required fields are marked *